Andrea Liverani. Exsistere

a cura di Elena Amodeo e Vittorio Schieroni

M4A – MADE4ART, Milano
11-23 maggio 2016
Inaugurazione mercoledì 11 maggio, ore 18.30

In occasione di Photofestival 2016, lo spazio Made4Art di Milano presenta Exsistere, mostra personale di Andrea Liverani (Imola, 1969) a cura di Vittorio Schieroni ed Elena Amodeo. In esposizione una selezione di scatti appartenenti alla serie “La Natura, le origini, la vita”, che racconta, attraverso le immagini di una femminilità generatrice di vita, la poetica visione dell’artista sulla nascita e l’esistenza dell’essere umano in relazione al contesto naturale che lo ospita e lo accoglie.
Nelle opere di Andrea Liverani la natura è una presenza forte e costante. Anche in questa serie di fotografie, forti e delicate al tempo stesso, l’artista declina la natura e, insieme a essa, l’uomo secondo il verbo nascere. Origine di tutto è il seme e la schiusa che trasforma un essere in altro in divenire. Le fotografie sono così una vivida rappresentazione, trasposizione e sovrapposizione di questo passaggio che accomuna uomo e natura mostrandone movimenti, forme, analogie e contrasti.

A completare il progetto espositivo presentato presso la sede di Made4Art di Milano un nucleo di scatti sul tema della terra presentati al pubblico per la prima volta, che mette in luce la profonda influenza della natura sulla produzione artistica di Liverani.
Le opere fotografiche di Andrea Liverani diventano rappresentazioni dell’indissolubile legame tra uomo e natura, dalla nascita alla fine, attraverso tutte le tappe del vivere, un rapporto spesso contrastato e influenzato ai nostri giorni da una modernità non priva di contraddizioni che tende a isolare l’essere umano e a spingerlo verso un’illusoria condizione di indipendenza rispetto alla natura.

Exsistere, 11 – 23 maggio 2016, un evento M4E – MADE4EXPO ed Expo in Città.

La natura, le origini e la vita.

Andrea Liverani in questa serie di opere racconta il suo personale rapporto con la natura e la vita, fin dalle sue origini

Al primo sguardo, alcune immagini possono sembrare alquanto forti. In realtà le opere chiamate “Mandorla; Noce; Pistacchio”altro non sono che una trasposizione del concetto di nascita . Il seme della vita è letteralmente raffigurato fino alla schiusa. Il punto in cui nasce e germoglia non solo nel mondo vegetale, ma anche per l’essere umano, è raffigurato attraverso la loro sovrapposizione. Le opere raccontano infatti il legame tra l’uomo e la natura che, nonostante la modernità, tende ad allontanarli, l’uno dall’altro. La natura però non smette mai di accompagnare l’uomo per tutta la sua esistenza.

La Genesi omaggiata con l’opera “Eva”è una doppia rappresentazione della nascita. Quest’opera raffigura ancora, il punto focale da cui ogni essere umano inizia il suo viaggio. Richiama infatti attraverso la foglia di fico il simbolo della prima donna, che nella tradizione iconoclastica rappresenta il punto di partenza del genere umano. Non a caso Liverani ha utilizzato una foglia di fico secca per sottolineare che, l’uomo ormai da molto tempo su questa terra, ha purtroppo inaridito il suo rapporto con la natura.

Nell’opera “Isolamento” Liverani esprime la fusione e il legame tra uomo e natura. Il guscio che avvolge l’individuo ha la doppia funzione di protezione verso tutto ciò che può nuocere, ma essendo un guscio chiuso esso crea anche in alcuni casi il progressivo isolamento dell’uomo moderno verso il mondo esterno. L’autore vuole sottolineare che solo aprendoci agli altri ci è possibile crescere sia come individui che come società. Questa è stata la forza che ha fatto progredire le culture di tutto il mondo.

La natura invece viene in soccorso con la rappresentazione dell’opera “Natura protettiva”, la quale difende l’individuo, in modo più armonioso e avvolgente.

Si conclude questo percorso con il lato più duro del ciclo della vita raffigurato ne ” Ilpeso della vita”. Essa esprime come quest’ultima ci metta alla prova e come l’uomo si pieghi alla natura delle cose, nonostante gli sforzi per contrastarla.

Il capitolo finale, è rappresentato con l’opera “Ricongiungimento”,dove la metafora del ritorno alla terra è raffigurata nel modo più elegante e romantico dall’Autore. La natura si riappropria dell’uomo , fagocitandolo e di nuovo trasformandolo in elemento fondamentale per la continuazione del ciclo vitale. 

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